Oggi ricorrono 92 anni dalla consacrazione della grande Croce sul monte Krizevac, uno dei luoghi più significativi per chi arriva in pellegrinaggio a Medjugorje.

Questa imponente croce di cemento bianco domina il paesaggio sopra il villaggio ed è diventata negli anni uno dei simboli più forti della spiritualità di Medjugorje. Ogni anno migliaia di pellegrini da tutto il mondo salgono sul monte per pregare, meditare la Via Crucis e affidare alla croce le proprie intenzioni.

La croce fu costruita nel 1933 dagli abitanti del villaggio e consacrata il 15 marzo 1934, in occasione del 1900º anniversario della Passione di Cristo. Si trova sulla cima del Monte Krizevac, il monte che oggi rappresenta uno dei punti più visitati dai pellegrini.

Croce sul Monte Krizevac a Medjugorje, luogo di pellegrinaggio e preghiera per i fedeli di tutto il mondo

Cosa sta scritto sulla Croce?

La grande croce di cemento sul Krizevac costruita nel 1933 sopra Medjugorje con guida della parrocchia Ivana Silvestro

All’interno della croce è custodita una reliquia molto preziosa: un frammento della Vera Croce di Gesù.

Sulla croce è incisa un’iscrizione che ricorda il motivo della sua costruzione e la fede degli abitanti di Medjugorje:

“A Gesù Cristo Redentore dell’umanità, in segno di fede, amore e speranza innalzano padre Bernardin Smoljan, parrocco e parrocchia Medjugorje”

Questo gesto fu compiuto dalla popolazione locale come segno di profonda devozione e affidamento a Cristo, molto prima che Medjugorje diventasse uno dei luoghi di pellegrinaggio più conosciuti al mondo.

Cosa significa oggi per i pellegrini di tutto il mondo?
Oggi la croce sul Krizevac è diventata uno dei luoghi di preghiera più intensi per chi visita Medjugorje.

Salire sul monte non è soltanto una camminata, ma un vero cammino spirituale. Lungo il sentiero si trovano le stazioni della Via Crucis, opera del artista italiano Carmelo Puzzolo, dove i pellegrini meditano la Passione di Gesù.

Per molti fedeli, arrivare alla croce significa:

  • affidare a Dio le proprie difficoltà
  • pregare per la pace nel mondo
  • chiedere grazie per la famiglia
  • ringraziare per le benedizioni ricevute
  • vivere un momento di silenzio e conversione

Da oltre novant’anni, la croce sul Krizevac continua a essere un segno di fede, speranza e consolazione per milioni di pellegrini che arrivano a Medjugorje da ogni parte del mondo.

Storia della costruzione della Croce su Krizevac Medjugorje, fonti archivio parrocchiale

Per gli appassionati della storia riporto in dettaglio, come è costruita la Croce Bianca secondo le fonti dal archivio della parrocchia di Medjugorje.

Costruzione della grande croce commemorativa sul monte Šipovac

La costruzione della grande croce commemorativa sul monte Šipovac iniziò all’inizio del 1934.

Fu saggia l’idea del parroco fra Bernardino Smoljan, con la quale voleva unire i parrocchiani divisi. Decise infatti di erigere una grande croce sul monte chiamato Šipovac (così chiamato per i numerosi cespugli di rosa canina che vi crescono) in memoria del 1900º anniversario della Passione e morte di Gesù (33–1933).

I parrocchiani accolsero volentieri la costruzione di questa croce commemorativa che, grazie a uno sforzo straordinario e a offerte volontarie, fu eretta all’inizio del 1934.

Il parroco fra Bernardino descrisse in dettaglio la costruzione della croce e i donatori che contribuirono alla sua realizzazione. L’originale di questo scritto è conservato nell’archivio parrocchiale, mentre copie sono custodite nell’archivio della provincia francescana dell’Erzegovina.

L’idea di costruire la grande croce “nell’anno giubilare della nostra Redenzione” fu annunciata dal parroco ai parrocchiani durante una riunione dei capifamiglia nella sala giovanile il 21 gennaio 1934. Come esempio citò “alcuni magnifici monumenti eretti in commemorazione del 1900º anniversario della morte del Salvatore nei paesi cattolici” in tutto il mondo, invitando anche i suoi parrocchiani “a erigere un segno visibile della loro fede e gratitudine verso il Salvatore, che testimonierà ai loro discendenti la loro unità e il loro amore”.

La costruzione procedette rapidamente. I parrocchiani, con grande entusiasmo e fatica, portavano sulle spalle o con i cavalli fino alla cima del monte sabbia della Neretva, cemento, calce, ferro, legno e acqua. Il parroco scrisse:

“Una scena commovente. Il monte era animato da uomini e animali. Gli stranieri ammiravano la buona volontà e lo spirito di sacrificio dei parrocchiani, che nemmeno il maltempo più sfavorevole riusciva a fermare.”

Il progetto della croce fu realizzato dall’ingegnere Šimun Boras di Mostar, mentre i lavori furono diretti da Ante Dugandžić Ređo di Medjugorje. I lavori furono completati in appena un mese: dal 12 febbraio al 10 marzo 1934.

Nel punto di intersezione dei due bracci della croce furono murate reliquie sacre, che il parroco aveva ricevuto “ad hoc da Roma”. In seguito il parroco chiese al vescovo Mišić il permesso di benedire la nuova croce in un giorno feriale, cosa che il vescovo concesse volentieri.

La croce fu benedetta venerdì 16 marzo 1934. La sera precedente la celebrazione furono accesi numerosi falò sui monti e sulle colline circostanti e furono sparati mortaretti. Alla messa e alla benedizione, oltre al parroco, parteciparono anche sacerdoti vicini: fra Pasko Martinac, fra Grgo Vasilj, fra Mladen Barabarić e fra Jako Križić.

La benedizione fu impartita dal parroco, mentre la predica fu tenuta da fra Grgo Vasilj, originario di Medjugorje e parroco del vicino villaggio di Studenci.

Sulla montagna salì una grande folla:

“Con il suono continuo delle campane, lo sparo dei mortaretti, la recita del santo Rosario, il canto delle litanie e del pianto della Madonna, una lunga processione avanzava verso il monte, la cui cima era già scura per la moltitudine che osservava l’arrivo del popolo da tutte le parti e la salita della processione.”

Particolarmente accolta con entusiasmo fu la cambiata del nome del monte: il parroco infatti ribattezzò Šipovac con il nome di Križevac (“Monte della Croce”). Dopo che il fotografo Ivo Grubišić scattò alcune fotografie della folla, la gente si sedette sull’erba e, secondo l’antica usanza, consumò in gruppi il cibo portato con sé.

Il parroco registrò anche tutti i donatori delle offerte. Il contributo maggiore venne dall’ufficio parrocchiale, cioè dallo stesso parroco (2222 dinari). I parrocchiani donarono quanto potevano: da 1 a 20 dinari, alcuni 50, e raramente di più. Per esempio: Pero Vasilj Andrijin donò 200 dinari, mentre Grgo e Mate Vasilj + Stanka donarono 300 dinari. Contribuirono anche alcuni parroci vicini e francescani originari della parrocchia di Medjugorje.

Fino alla sua partenza dalla parrocchia nel 1936, fra Bernardin raccolse complessivamente 8.689,25 dinari; dopo di lui una piccola somma fu raccolta anche dal suo successore fra Paško Martinac. Tuttavia i costi furono maggiori: in totale furono spesi 9.307,50 dinari, così che fra Bernardin lasciò al suo successore un debito di 1.158,75 dinari.

Il parroco registrò anche le giornate di lavoro offerte dai capifamiglia e il numero di cavalli e carri impiegati. Da questi dati risulta che il contributo maggiore venne dagli abitanti di Medjugorje:

  • Medjugorje: 348 giornate di lavoro, 244 cavalli, 25 carri
  • Bijakovići: 15 giornate, 42 cavalli, 2 carri
  • Vionica: 9 giornate, 7 cavalli
  • Surmanci: 0 giornate, 2 cavalli
  • Stranieri: 0 giornate, 5 cavalli

Celebrazione del 40º anniversario del Križevac

Nel cronicon parrocchiale alla data 16 settembre 1973 è registrato il seguente resoconto della celebrazione del 40º anniversario della costruzione della croce:

La parrocchia celebrò il quarantesimo anniversario dell’erezione della croce sul monte Šipovac, che per questo motivo fu chiamato Križevac. L’annuncio della celebrazione suscitò grande attesa tra la popolazione.

Per facilitare la salita alla croce si ripulì il vecchio sentiero, ormai quasi coperto dalla vegetazione. Fu inoltre installata l’illuminazione della croce: furono acquistati 700 metri di cavo elettrico e lampadine. La croce fu ridipinta di bianco e le iscrizioni ripassate in nero.

Il giorno della festa, già di prima mattina, la gente – “come una colonna di formiche” – saliva verso il monte. Molti erano scalzi e percorrevano il terreno pietroso in ginocchio attorno alla croce.

La giornata era serena, non troppo calda, piacevolmente soleggiata. Intorno alla croce si radunarono circa 2000 fedeli.

Il programma iniziò alle 11:00 con il canto “Saluto alla Croce”. Seguì la Messa concelebrata, durante la quale predicò fra Stanko Vasilj, parroco di Čapljina. Il coro era composto da novizie di Humac, suore di Bijelo Polje e cantori della parrocchia di Medjugorje.

Dopo la Messa il programma proseguì con:

  • la recita della poesia “Rodu na spomen” da parte di una studentessa dell’VIII classe
  • una relazione storica di fra Andrija Nikić sul passato della parrocchia di Medjugorje
  • una presentazione della costruzione e del completamento della croce sul Križevac

Successivamente il coro e un gruppo di cantori di Trebižat intrattennero la folla con canti. Seguí una festa popolare.

Secondo quanto riferito dalla gente, la celebrazione riuscì molto bene e portò “buoni e maturi frutti spirituali”.

Restauro della croce e Via Crucis sul Križevac

Nel 1988, dopo la festa dell’Assunta, iniziò un restauro completo della croce. I lavori furono affidati all’imprenditore Vlado Galić di Posušje.

Bisognava sistemare la base in cemento, restaurare la croce e l’area circostante. Il parroco annotò nella cronaca che subito dopo l’inizio dei lavori salì sul Križevac l’ispezione edilizia comunale per verificare cosa si stesse costruendo. Qualcuno aveva infatti denunciato alla polizia che “i frati stanno lavorando sul Križevac”, provocando agitazione tra le autorità di Čitluk.

Un fatto curioso riguardò il trasporto del materiale. L’imprenditore riempiva piccoli sacchi da circa 5 kg con cemento, ghiaia o sabbia, oppure sacchetti di plastica con acqua. I pellegrini li prendevano alla base del monte e li portavano volontariamente fino alla croce. Durante la salita pregavano anche la Via Crucis.

I lavori terminarono in circa venti giorni e tutto fu sistemato con ordine e buon gusto.

Il Križevac era già stato arricchito da una splendida Via Crucis, realizzata dall’artista italiano Carmelo Puzzolo. Nel suo studio realizzò 15 stazioni (la quindicesima rappresenta la Risurrezione), poi fuse in bronzo grazie al finanziamento di alcuni industriali italiani.

Le stazioni arrivarono a Medjugorje nell’autunno 1987, ma le autorità permisero di installarle solo nella seconda metà di marzo 1988, poco prima di Pasqua. Anche in questo caso i parrocchiani aiutarono a trasportarle lungo il monte.

Secondo il parroco:

“È davvero un grande arricchimento artistico del cammino verso il Križevac e un forte invito a una preghiera più intensa e alla devozione verso Gesù sofferente.”

L’ufficio parrocchiale pagò solo le tasse doganali.

Lo stesso artista realizzò anche la statua di san Leopoldo Mandić, posta vicino ai confessionali sul lato orientale della chiesa parrocchiale, e i rilievi dei Misteri gaudiosi del Rosario lungo il Monte delle apparizioni. Dopo le prime apparizioni nel 1981 i pellegrini del tutto il mondo hanno iniziato a salire il monte Krizevac pregando. Infine nel messaggio della Madonna del 30 agosto 1984 Madonna ha detto che questa croce era nel piano di Dio quando l’abbiamo costruita.

”Cari figli, anche la croce faceva parte del disegno di Dio, quando voi l’avete costruita. Particolarmente in questi giorni recatevi sul monte (Krizevac) e pregate sotto la croce. Le vostre preghiere mi sono necessarie. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Pellegrinaggio a Medjugorje è compiuto solo dopo aver salito sul monte Krizevac. Scrivetemi nei commenti come vi siete sentiti sotto la Croce Bianca e che emozioni avete vissuto. Se desideri puoi anche lasciare una tua breve testimonianza nei commenti.

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